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Equitazione e dintorni

Published on luglio 2nd, 2012 | by Equitazione.net

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Gerarchie nei cavalli

Nella maggior parte delle bande di cavalli selvatici osservati, territorialità o difesa di un’area contro i conspecifici è tipicamente finalizzata a prevenire l’intrusione di una zona intorno ad uno o più individui, più che finalizzata a difendere una zona geografica fissa. La maggior parte degli habitat dei cavalli non hanno grande abbondanza di risorse, quindi è normale per i membri di una banda condividere acqua, cibo e luoghi protetti con altre bande. Sono state spesso osservate sovrapposizioni di territori di diverse bande (Feist 1971; Tyler 1972; Welsh 1975; Green&Green 1977; Salter 1978; Miller e Denniston 1979; Berger 1986). Se una banda incontra un’altra, ogni atteggiamento difensivo generalmente è indirizzato a garantire l’integrità della banda, più che proteggere una circoscritta area geografica. Ovviamente gli stalloni dominanti sono i principali individui attivi nei comportamenti aggressivi, durante l’incontro tra bande; ma se lo stallone non prende l’iniziativa, altri membri della banda, come una femmina dominante o uno stallone subordinato, provvedono ad attuare atteggiamenti difensivi (Miller e Denniston 1979). Feist (1971) riporta che le bande selvatiche osservate, mantengono usualmente una separazione spaziale di 100 metri e più. Bande a tendenza subordinata, tendono ad evitare l’incontro con bande a tendenza dominante. Non solo i cavalli difendono una zona intorno alla loro banda, ma ogni individuo difende un certo grado di spazio personale attorno a se. Le dimensioni dello spazio personale possono variare con il sesso, l’età, lo stato sociale, l’esperienza, il contesto ambientale. Un cavallo che ha guadagnato una certa dominanza all’interno del branco, esprime il suo status sociale soprattutto utilizzando moduli comportamentali ritualizzati come la sola minaccia di calciare o mordere un subordinato, senza necessariamente arrivare all’effettivo scontro fisico. Oppure prima di arrivare ad un forte scontro fisico, il dominante spinge il subordinato con colpi della testa e collo. Se poi la situazione lo rende necessario, si arriva al combattimento vero proprio. Successivamente, una volta stabilita la giusta gerarchia, questi due individui raramente arriveranno allo scontro diretto. Con il ridursi delle interazioni aggressive, la vita sociale comincia a diventare molto più collaborativa ed efficiente. Diversi studi hanno evidenziato anche che le minacce di morsi sono un mezzo che utilizza il dominante verso il subordinato, mentre la minaccia di calci è un mezzo che utilizza il subordinato per difendersi dai suoi conspecifici dominanti (Wells e Goldschmidt-Rothschild 1979). L’influenza di fattori come età, dimensioni, ecc, è stata ben studiata in merito alle relazioni di dominanza-sottomissione. L’età sembra giocare un ruolo importante nel guadagnarsi posizione sociale superiore, ma non è necessariamente decisiva. Molto spesso l’effetto dell’età in un gruppo sociale è più evidente nei livelli inferiori della scala gerarchica, dove sono presenti i componenti immaturi del branco (Tyler 1972). Anche le dimensioni corporee sembrano essere un importante fattore nel guadagnarsi una posizione sociale elevata, ma sono state osservate anche eccezioni a questa regola. Tra i cavalli selvatici, Keiper a Sambraus (1986) hanno concluso che la parentela non sembra avere effetti sul livello sociale. Tuttavia, in uno studio su cavalli belgi, Araba e Crowell-Davis (1994) hanno osservato che l’ordine gerarchico tra puledri rispecchiava l’ordine gerarchico tra le loro madri.


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Equitazione.net



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