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IL
GIOCO NEI PULEDRI |
Per
il cavallo, così come per molti altri animali,
uomo compreso, il gioco sicuramente ha importanza
fondamentale nello sviluppo comportamentale oltre
che nello sviluppo delle abilità fisiche.
Attraverso il gioco, viene sempre più sviluppato
e migliorato l’etogramma individuale e sociale
della specie. Nelle varie specie, il gioco appare
costituito da modificazione di moduli
comportamentali, originariamente nati per favorire
la sopravvivenza dell’individuo e quindi della
specie (ad esempio, dinamiche locomotorie, di
leadership e riproduttive). In ogni specie, il
gioco si contraddistingue dai comportamenti
“seri”, grazie a posture, espressioni e
comportamenti che denotano una minore
intenzionalità di serietà (Schilder et al,
1984). Così come in altre specie sociali, Il
gioco nei puledri può essere solitario o di
gruppo.
Puledri
con poche ore di vita già esprimono movimenti di
gioco solitario come piccole corse in circolo,
sgroppate, calci in aria. Simili attività dei
puledri neonati, sono state osservate anche nei
cavalli selvatici di Przewalski (Dobroruka, 1961).
In questi casi il gioco può durare da pochi
secondi ad alcuni minuti, prima che il puledro
ritorni tranquillo. Nei confronti della madre il
puledro esibisce comportamenti di gioco a volte
molto esuberanti e rudi, che tendenzialmente si
riducono al crescere del puledro. Quando il
puledro si tranquillizza la madre gli concede
attenzione premiandolo con un leggero grooming (Tyler,
1969; Crowell-Davis et al., 1987).

Generalmente, intorno alle tre-quattro settimane
di età, i puledri iniziano a giocare tra loro.
Iniziano approcciando tra loro con annusamenti e
mordicchiamenti, per poi dar vita insieme a corse
sfrenate, con sgroppate, impennate e calci in
aria. I maschi sembrano giocare maggiormente
rispetto alle femmine e dimostrano una maggiore
durezza nel gioco (Carson and Wood-Gush, 1983).
Tyler (1969) registrò il comportamento di gioco
di monta nei puledri maschi ogni cinque ore circa,
mentre per le femmine passavano circa trentasette
ore.
Nel gioco sociale tra puledri, le sequenze
comportamentali normali nei contesti relazionali
tra adulti, vengono modificate, interrotte,
esagerate e diventano distintive proprio dei
comportamenti di gioco. Il gioco e l’interazione
sociale tra puledri e tra puledri e adulti,
ritorna sicuramente utile nella relazione tra uomo
e cavallo. Ad esempio, si è osservato che puledri
cresciuti in gruppo fino ai due anni di età,
rispetto a puledri vissuti da soli, sempre fino ai
due anni di età, sottoposti a sessioni di
training, esibivano minori comportamenti
aggressivi e risultavano più collaborativi nei
confronti dell’uomo (Søndergaard and Ladewig,
2004).
Troppo spesso si dimentica che il cavallo è un
animale sociale, per un corretto ed equilibrato
sviluppo fisico e comportamentale necessita di un
ambiente ricco di stimoli, ma soprattutto
necessita della possibilità di interagire con i
suoi simili. Solo favorendo una vita sociale
quanto più naturale possibile ed entrando in
empatia con il giovane cavallo, che si è gia
formato correttamente grazie all’interazione con
i suoi simili, potremo instaurare una
comunicazione ed educazione più fluida e naturale.
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