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Equitazione e dintorni

Published on luglio 2nd, 2012 | by Equitazione.net

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Grooming: la strigliatura

È buona regola, prima di sellare un cavallo, dedicarsi ad una buona strigliatura: è un momento per avvicinarsi al cavallo, per cercare di testare la sua sensibilità (è un ottimo sistema per cercare di conoscere un cavallo che si monta per la prima volta). È un momento per fargli un controllo generale di salute (si abbassa quando si spazzola la schiena? Ha una gamba gonfia? Una ferita non ancora medicata? Una zecca?) e, naturalmente, per prendersi cura della sua igiene (pochi granelli di sabbia infilati nel sottosella possono provocare delle fiaccature). Proprio per i due ultimi punti citati, è importante che la pulizia sia, nel limite del possibile, quotidiana. Non dimentichiamoci inoltre di strigliare il cavallo anche dopo aver montato, sempre per i soliti due motivi. Qui di seguito verrà proposto un metodo di strigliatura, ma è chiaro che ogni sistema va adattato alla situazione e ad un particolare animale (ci sono ad esempio cavalli molto sensibili che non sopportano la striglia di plastica.. potrebbe essere magari essere sostituita con una striglia di gomma).

L’occorrente per la strigliatura

Striglia di plastica, di alluminio o di gomma Brusca con setole dure Brusca con setole morbide Spazzola o pettine per i crini Forbici ed elastici Spugne e/o stracci Nettapiedi (o curasnetta) Pennello e grasso per gli zoccoli Stecca

Come si striglia un cavallo?

Prendere la striglia, e passarla energicamente sulle parti molli del corpo del cavallo (si tralasciano quindi testa, gambe e genitali) facendo dei movimenti circolari, nella direzione del pelo. È buona regola essere metodici, iniziando dal collo, passando alla schiena, ai fianchi e infine alla parte posteriore (attenzione alla sicurezza: mantenersi sempre lateralmente, per evitare di prendere qualche calcio). In questo modo oltre a fare un bel massaggio al corpo del cavallo, si smuove lo sporco che c’è in profondità e si stimolano le ghiandole sebacee della pelle, che secernono una specie di olio naturale (il sebo) indispensabile per rendere impermeabile e lucido il mantello. Ogni tanto battere a striglia su una superficie dura, per pulirla dallo sporco che ha accumulato. Prendere la brusca a setole dure e spazzolare con movimenti rapidi e corti, ruotando il polso. Lo scopo è quello di portare in superficie ed eliminare lo sporco e la forfora smossi prima con la striglia. Con questa striglia si tralascia sempre la testa, troppo sensibile per le setole dure, ma si può, con delicatezza, occuparsi della parte superiore delle gambe (fino al ginocchio). Mentre si spazzola, ricordarsi di sfregare ogni tanto la brusca contro la striglia, per estrarne lo sporco. Con la brusca a setole morbide si spazzola il mantello con lunghi colpi. In questo modo si elimina l’ultimo sporco rimasto e si sparge il sebo su tutto il mantello: questo lo renderà lucido ed impermeabile. Con questa brusca morbida si possono trattare tutte le zone del corpo, compresa la testa e la parte inferiore delle gambe. Infine si può passare il mantello anche con uno straccio pulito, per spargere ancora di più il sebo e per eliminare i rimasugli di polvere. Anche qui è utile sfregare ogni tanto la brusca contro la striglia, per estrarne lo sporco. Ci si può ora occupare delle parti più delicate del cavallo: la testa e i genitali. Usare ovviamente due spugne diverse, leggermente bagnate: con la prima si puliscono gli occhi e le narici del cavallo, mentre con la seconda bisogna occuparsi con delicatezza delle parti genitali. A questo punto si può passare ai crini: iniziare dalla criniera spazzolandola delicatamente con la spazzola (va bene anche una spazzola comperata ai grandi magazzini) o con il pettine. Se la criniera è irregolare, si può aggiustare con l’utilizzo della forbice (meglio se con la punta arrotondata, per evitare di ferire il cavallo). Attenzione: La criniera e la coda sono una delle poche armi che il cavallo ha contro gli insetti: evitare di tagliarle troppo corte!!! Dopo la criniera, si passa alla coda. È importante mettersi di fianco al posteriori del cavallo e non davanti alla coda. Si inizia quindi dalla parte finale, per risalire fino alla base: prendere la coda, farle fare un giro intorno alla mano e fermarla di nuovo tra le dita. In questo modo si è sicuri di non fare male al cavallo quando si spazzola, e avanza un ciuffo di 10-15 cm. Spazzolare delicatamente questa parte finale, cercando di districare i crini. Quando non ci sono più nodi, spostare la mano verso l’alto e ripetere l’operazione con gli ultimi 25-30 cm della coda. Continuare così finché non si spazzolano tutti i crini, per la loro lunghezza totale. Per rendere più facile ed indolore l’intera operazione, si può acquistare in selleria un districante. Se stiamo preparando il cavallo per un allenamento, una gara o un viaggio in trailer, si può raccogliere la sua coda in una treccia (fermandola quindi con un elastico), da sciogliere non appena si riporta il cavallo in paddock o in box. Attenzione: i crini impiegano circa 6 anni ad allungarsi e raggiungere la lunghezza normale della coda. Quindi stiamo attenti a non strappargliene!!! Si passa ora alla cura dei piedi (come dice un saggio proverbio: “no foot, no horse”). Fare innanzitutto un controllo generale: valutare la lunghezza dell’unghia e lo stato del ferro e dei chiodi. Poi, quando scivoliamo con le mani lungo la gamba del cavallo per raggiungere lo zoccolo, approfittiamo per sentire se c’è qualche rigonfiamento o una parte particolarmente calda: segnale che c’è qualche problema di salute!Alzare poi il piede, pulire lo zoccolo con il nettapiedi e finire il lavoro con una spazzolina dura (spesso è integrata al curasnetta). Controllare che non ci siano ferite da medicare e che tutto sia sano: il fettone ad esempio non deve apparire molle e non deve avere un cattivo odore. Accertarsi che il ferro sia attaccato saldamente oppure, se il cavallo è scalzo, che la l’unghia non si sia rotta, non sia troppo corta o non sia pareggiata bene. Valutare dunque se è il caso di chiamare il maniscalco. Se lo zoccolo appare secco, si può ingrassare con grasso, olio di fegato di merluzzo o catrame naturale, utilizzando un pennello.


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Equitazione.net



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