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Equitazione e dintorni salto ostacoli

Published on luglio 2nd, 2012 | by Equitazione.net

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Monta inglese: salto ostacoli

Anche il salto, come le andature, è un movimento naturale del cavallo, anche se allo stato brado lo compie solo se strettamente necessario.

Durante il salto l’animale cambia in breve tempo il suo equilibrio e ciò comporta per il cavaliere una maggior difficoltà di esecuzione dell’azione rispetto alle altre. Il salto può essere eseguito al passo, al trotto ed al galoppo, la scelta dipenderà anche dall’entità dell’ostacolo.

Le barriere a terra, per esempio, possono essere superate al passo, ma non di sicuro un dritto di oltre un metro.

Per insegnare a saltare solitamente l’istruttore comincia a far svolgere esercizi all’allievo al trotto, poiché in questa andatura le fasi che il cavallo attraversa sono più lente e quindi più facili da seguire per chi sta in sella.

Si possono individuare sei fasi del salto:

1) battuta degli anteriori;

2) battuta dei posteriori;

3) sollevamento degli anteriori;

4) sollevamento dei posteriori;

5) sospensione;

6) ricezione.

Ognuna di queste fasi può si ulteriormente suddividere in due momenti, venendo così ad ottenere dodici momenti dello schema relativo alle fasi del salto.

1) ultima falcata di galoppo davanti all’ostacolo, abbassamento del posteriore, riduzione della velocità;

2) appoggia gli anteriori, allunga l’incollatura ed accorcia il galoppo;

3) termina l’ultima falcata di galoppo, alza l’incollatura e si prepara ad alzare gli anteriori;

4) battuta dei posteriori ed inizio della parabola;

5) distende i posteriori che permettono al cavallo di alzarsi verso l’alto, mentre gli anteriori sono raccolti al petto;

6) a questo punto si ha la vera e propria elevazione: l’incollatura si allunga e si abbassa, gli anteriori sono sempre raccolti;

7) il corpo del cavallo è parallelo all’ostacolo, creando un arco, mentre i posteriori sono raccolti e l’incollatura è al massimo della distensione;

8) l’incollatura comincia raddrizzarsi mentre gli anteriori si distendono leggermente;

9) un anteriore raggiunge il terreno e l’incollatura, per ammortizzare la ricezione, è molto rilevata;

10) anche l’altro anteriore tocca il suolo, l’incollatura si allunga nuovamente ed i posteriori si raccolgono sotto il corpo del cavallo;

11) l’incollatura si eleva ancora per alleggerire gli anteriori mentre i posteriori si raccolgono sotto il corpo dell’animale fino a raggiungere il terreno;

12) riprende il galoppo con calma, così come prima il salto.

Nella realtà, però, ogni cavallo ha qualche particolarità, che obbliga così il cavaliere ad assecondare anche gli eventuali, piccoli errori.

Questa schematizzazione è utile soprattutto a teorizzare agli inesperti che ogni movimento del cavaliere provoca degli effetti sul comportamento dell’animale durante il salto.


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Equitazione.net



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