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Anche il salto,
come le andature, è un movimento naturale del cavallo, anche se
allo stato brado lo compie solo se strettamente necessario.
Durante il salto l'animale cambia in breve tempo il suo
equilibrio e ciò comporta per il cavaliere una maggior
difficoltà di esecuzione dell'azione rispetto alle altre. Il
salto può essere eseguito al passo, al trotto ed al galoppo, la
scelta dipenderà anche dall'entità dell'ostacolo.
Le barriere a terra, per esempio, possono essere superate al
passo, ma non di sicuro un dritto di oltre un metro.
Per insegnare a
saltare solitamente l'istruttore comincia a far svolgere
esercizi all'allievo al trotto, poiché in questa andatura le
fasi che il cavallo attraversa sono più lente e quindi più
facili da seguire per chi sta in sella.
Si
possono individuare sei fasi del salto:
1) battuta degli anteriori;
2) battuta dei posteriori;
3) sollevamento degli anteriori;
4) sollevamento dei posteriori;
5) sospensione;
6) ricezione.
Ognuna di queste
fasi può si ulteriormente suddividere in due momenti, venendo
così ad ottenere dodici momenti dello schema relativo alle fasi
del salto. |
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1) ultima falcata
di galoppo davanti all'ostacolo, abbassamento del posteriore,
riduzione della velocità;
2) appoggia gli anteriori, allunga l'incollatura ed accorcia il
galoppo;
3) termina l'ultima falcata di galoppo, alza l'incollatura e si
prepara ad alzare gli anteriori;
4) battuta dei posteriori ed inizio della parabola;
5) distende i posteriori che permettono al cavallo di alzarsi
verso l'alto, mentre gli anteriori sono raccolti al petto;
6) a questo punto si ha la vera e propria elevazione:
l'incollatura si allunga e si abbassa, gli anteriori sono sempre
raccolti;
7) il corpo del cavallo è parallelo all'ostacolo, creando un
arco, mentre i posteriori sono raccolti e l'incollatura è al
massimo della distensione;
8) l'incollatura comincia raddrizzarsi mentre gli anteriori si
distendono leggermente;
9) un anteriore raggiunge il terreno e l'incollatura, per
ammortizzare la ricezione, è molto rilevata;
10) anche l'altro anteriore tocca il suolo, l'incollatura si
allunga nuovamente ed i posteriori si raccolgono sotto il corpo
del cavallo;
11) l'incollatura si eleva ancora per alleggerire gli anteriori
mentre i posteriori si raccolgono sotto il corpo dell'animale
fino a raggiungere il terreno;
12) riprende il galoppo con calma, così come prima il salto.
Nella realtà, però, ogni cavallo ha qualche particolarità, che
obbliga così il cavaliere ad assecondare anche gli eventuali,
piccoli errori.
Questa
schematizzazione è utile soprattutto a teorizzare agli inesperti
che ogni movimento del cavaliere provoca degli effetti sul
comportamento dell'animale durante il salto.
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