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È difficile sintetizzare il significato del termine "equitazione"
ovvero del rapporto complesso che si instaura tra uomo e cavallo, in particolar
modo nel momento in cui l'uomo si trasforma in cavaliere. In realtà
l'equitazione è una delle "arti" più antiche a cui si è dedicato
l'uomo.
Indizi storici fanno ritenere che i primi
cavalieri siano appartenuti alle tribù nomadi della Russia.
Proprio in questa regione si ritiene che sia comparso per la
prima volta il cavallo. E’ comunque appurato che i cavalli
erano considerati animali superiori presso gli antichi Greci e
Romani, ma entrambi i popoli non ebbero tradizioni
particolarmente radicate per quel che concerne l’allevamento e
la cura dei quadrupedi.
Al contrario, i popoli orientali
svilupparono sin dal principio un intenso rapporto col cavallo e
per primi concepirono un trattato di addestramento.
La figura
del cavallo, nell’antichità, era indubbiamente di superiore
importanza, non foss’altro perché l’animale rappresentava
un mezzo di locomozione sicuro e veloce, utilizzabile con
profitto anche in caso di guerra.
Il più antico trattato di
allevamento e addestramento dei cavalli è stato attribuito al
capo delle scuderie reali dell’imperatore dei Mitanni, un
popolo dell’altipiano iraniano. Già a quell’epoca le
popolazioni Indie erano particolarmente abili nel cavalcare e
non a caso i Romani non riuscirono mai a piegare i Parti, che in
battaglia sviluppavano le proprie tattiche utilizzando
quadrupedi addestrati.
In
Occidente, sino al Medioevo, la cavalleria non fu considerata
un’arma tattica efficace e ficcante da utilizzare nel corso
delle battaglie; il cavallo rimase inquadrato in un’ottica
piuttosto limitata, costituendo magari un diversivo per pochi
eletti oppure fonte di lucro per commercianti del settore.
In
seguito alle invasioni barbariche, il ruolo del cavallo assume
un’importanza determinante. Gli stessi eserciti provvidero ad
addestrare reparti di cavalleria per contrastare le avanzate di
un nemico attrezzato e veloce.
In Italia durante il Rinascimento
sorsero scuole d’equitazione (la prima fu organizzata a Napoli
da Pignatelli) che influenzarono lo sviluppo e la fortuna di
questo nuovo tipo di disciplina in tutta Europa.
L’equitazione
di scuola garantiva l’apprendimento delle nozioni tecniche
basilari necessarie per destreggiarsi in sella ad un cavallo.
Poi, dopo essere entrati in possesso dei rudimenti principali,
era possibile dedicarsi all’aspetto prettamente sportivo
dell’equitazione (definito “naturale”), che comprendeva (e
comprende tutt’oggi) competizioni ippiche, cacce, marce
prolungate, percorsi accidentati ecc.
Invece, il più antico e più noto manuale in cui è trattato anche il modo di
montare a cavallo è 'Ipparchio'
scritto da Senofonte.
Si può senz'altro dire che la storia dell'uomo è stata scritta sul dorso del
cavallo. Da Alessandro il Grande alla conquista delle Americhe, tutto si svolse a cavallo e grazie
al cavallo.
Nella storia greca e romana chi sapeva equitare acquistava un "valore
aggiunto" nelle società. Da allora in poi il titolo di cavaliere divenne
espressione di nobiltà, ma anche, di converso, nei secoli successivi, i nobili
furono costretti ad imparare l'"arte di equitare" per partecipare alla vita
politico-militare e mantenere così il proprio potere sul territorio.
L'approfondimento tecnico di
tale arte fu ovviamente sempre
appannaggio della cavalleria, ed i grandi cavalieri che hanno scritto migliaia
di libri di tecnica equestre
(Grisone, Fiaschi, Santapaulina, Pignatelli, Pluvinel, De La Guérinière, Sind,
Sidenahm, Hunensdorf, Mazzuchelli, Baucher, D'Aure, L'Hotte, Steinbrecht,
Plinzner, Beudant, solo per citarne alcuni) furono sempre collegati all'ambiente
militare.
Non vi è altra attività dell'uomo in cui, nel corso dei secoli, siano stati
scritti tanti testi di approfondimento.
Ma il rapporto che si stabilì nei secoli tra uomo e cavallo, si modificò
gradualmente nell'ultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio
trasformò il modo di viaggiare e il modo di belligerare.
Dal novecento in poi l'equitazione perse la propria importanza e venne
relegata al semplice ambito di attività ludico-sportiva.
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