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È buona
regola, prima di sellare un cavallo, dedicarsi ad una
buona strigliatura: è un momento per avvicinarsi al
cavallo, per cercare di testare la sua sensibilità (è un
ottimo sistema per cercare di conoscere un cavallo che si
monta per la prima volta). È un momento per fargli un
controllo generale di salute (si abbassa quando si
spazzola la schiena? Ha una gamba gonfia? Una ferita non
ancora medicata? Una zecca?) e, naturalmente, per
prendersi cura della sua igiene (pochi granelli di sabbia
infilati nel sottosella possono provocare delle
fiaccature). Proprio per i due ultimi punti citati, è
importante che la pulizia sia, nel limite del possibile,
quotidiana. Non dimentichiamoci inoltre di
strigliare il cavallo anche dopo aver montato,
sempre per i soliti due motivi.
Qui di
seguito verrà proposto un metodo di strigliatura, ma è
chiaro che ogni sistema va adattato alla situazione e ad
un particolare animale (ci sono ad esempio cavalli molto
sensibili che non sopportano la striglia di plastica..
potrebbe essere magari essere sostituita con una striglia
di gomma).
L'occorrente per la strigliatura
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Striglia di plastica, di alluminio o di gomma
- Brusca
con setole dure
- Brusca
con setole morbide
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Spazzola o pettine per i crini
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Forbici ed elastici
- Spugne
e/o stracci
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Nettapiedi (o curasnetta)
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Pennello e grasso per gli zoccoli
- Stecca
Come si striglia un cavallo?
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Prendere la striglia, e passarla energicamente
sulle parti molli del corpo del cavallo (si tralasciano
quindi testa, gambe e genitali) facendo dei movimenti
circolari, nella direzione del pelo. È buona regola
essere metodici, iniziando dal collo, passando alla
schiena, ai fianchi e infine alla parte posteriore
(attenzione alla sicurezza: mantenersi sempre
lateralmente, per evitare di prendere qualche calcio).
In questo modo oltre a fare un bel massaggio al corpo
del cavallo, si smuove lo sporco che c'è in profondità e
si stimolano le ghiandole sebacee della pelle, che
secernono una specie di olio naturale (il sebo)
indispensabile per rendere impermeabile e lucido il
mantello. Ogni tanto battere a striglia su una
superficie dura, per pulirla dallo sporco che ha
accumulato.
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Prendere la brusca a setole dure e spazzolare con
movimenti rapidi e corti, ruotando il polso. Lo scopo è
quello di portare in superficie ed eliminare lo sporco e
la forfora smossi prima con la striglia. Con questa
striglia si tralascia sempre la testa, troppo sensibile
per le setole dure, ma si può, con delicatezza,
occuparsi della parte superiore delle gambe (fino al
ginocchio). Mentre si spazzola, ricordarsi di sfregare
ogni tanto la brusca contro la striglia, per estrarne lo
sporco.
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Con la
brusca a setole morbide si spazzola il mantello
con lunghi colpi. In questo modo si elimina l'ultimo
sporco rimasto e si sparge il sebo su tutto il mantello:
questo lo renderà lucido ed impermeabile. Con questa
brusca morbida si possono trattare tutte le zone del
corpo, compresa la testa e la parte inferiore delle
gambe. Infine si può passare il mantello anche con uno
straccio pulito, per spargere ancora di più il
sebo e per eliminare i rimasugli di polvere. Anche qui è
utile sfregare ogni tanto la brusca contro la striglia,
per estrarne lo sporco.
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Ci si
può ora occupare delle parti più delicate del cavallo:
la testa e i genitali. Usare ovviamente due spugne
diverse, leggermente bagnate: con la prima si
puliscono gli occhi e le narici del cavallo, mentre con
la seconda bisogna occuparsi con delicatezza delle parti
genitali.
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A questo punto si può passare ai crini: iniziare dalla
criniera spazzolandola delicatamente con la spazzola
(va bene anche una spazzola comperata ai grandi
magazzini) o con il pettine. Se la criniera è
irregolare, si può aggiustare con l'utilizzo della
forbice (meglio se con la punta arrotondata, per
evitare di ferire il cavallo).
Attenzione: La criniera
e la coda sono una delle poche armi che il cavallo ha
contro gli insetti: evitare di tagliarle troppo corte!!!
Dopo la criniera, si passa alla coda. È importante
mettersi di fianco al posteriori del cavallo e non
davanti alla coda. Si inizia quindi dalla parte
finale, per risalire fino alla base: prendere la
coda, farle fare un giro intorno alla mano e fermarla di
nuovo tra le dita. In questo modo si è sicuri di non
fare male al cavallo quando si spazzola, e avanza un
ciuffo di 10-15 cm. Spazzolare delicatamente questa
parte finale, cercando di districare i crini. Quando non
ci sono più nodi, spostare la mano verso l'alto e
ripetere l'operazione con gli ultimi 25-30 cm della
coda. Continuare così finché non si spazzolano tutti i
crini, per la loro lunghezza totale. Per rendere più
facile ed indolore l'intera operazione, si può
acquistare in selleria un districante. Se stiamo
preparando il cavallo per un allenamento, una gara o un
viaggio in trailer, si può raccogliere la sua coda in
una treccia (fermandola quindi con un elastico),
da sciogliere non appena si riporta il cavallo in
paddock o in box.
Attenzione: i crini
impiegano circa 6 anni ad allungarsi e raggiungere la
lunghezza normale della coda. Quindi stiamo attenti a
non strappargliene!!!
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Si
passa ora alla cura dei piedi (come dice un saggio
proverbio: "no foot, no horse"). Fare
innanzitutto un controllo generale: valutare la
lunghezza dell'unghia e lo stato del ferro e dei chiodi.
Poi, quando scivoliamo con le mani lungo la gamba del
cavallo per raggiungere lo zoccolo, approfittiamo per
sentire se c'è qualche rigonfiamento o una parte
particolarmente calda: segnale che c'è qualche problema
di salute!Alzare poi il piede, pulire lo zoccolo con il
nettapiedi e finire il lavoro con una spazzolina
dura (spesso è integrata al curasnetta). Controllare che
non ci siano ferite da medicare e che tutto sia sano: il
fettone ad esempio non deve apparire molle e non deve
avere un cattivo odore. Accertarsi che il ferro sia
attaccato saldamente oppure, se il cavallo è scalzo, che
la l'unghia non si sia rotta, non sia troppo corta o non
sia pareggiata bene. Valutare dunque se è il caso di
chiamare il maniscalco. Se lo zoccolo appare secco, si
può ingrassare con grasso, olio di fegato di merluzzo
o catrame naturale, utilizzando un
pennello.
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